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Carlotta da Canal, 18 anni e l'amore per lo sci: "le mie aspirazioni le realizzo con lo sport"

  • Pubblicato: Lunedì, 23 Aprile 2018 10:54

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AOSTA. Carlotta da Canal, diciotto anni e la grinta per essere certamente una promessa dello scialpino valdostano e non solo. Tra gli ultimi suoi traguardi il tempo più veloce al Grand Prix Italia (discesa e super G) e l'entrata di diritto in nazionale azzurra.

Dove e quando sei nata?
«Sono nata ad Aosta il tre Dicembre del ‘99».

Quando lo sci comincia a diventare il tuo mondo?
«Diciamo che ho iniziato a sciare quando avevo cinque o sei anni perché comunque è una passione di famiglia, poi ho iniziato le categorie baby e cucciolil senza pretese. Anzi, il mio obiettivo era imparare a sciare perché lo sci l'ho amato da subito. Poi mi sono appassionata e ho voluto continuare fino a questo punto».

Quali le vittorie più significative per te?
«Sicuramente questa è una delle vittorie più importanti, mentre tra quelle passate mi è rimasta impressa la mia prima vittoria baby».

Cosa sognavi da bambina?
«Non sono mai stata una bambina da grandi sogni, tipo quello di diventare una principessa... le mie aspirazioni le realizzavo con lo sport. Praticavo bici e nuoto e anche nella scuola cercavo di rimanere focalizzata. Mi è sempre piaciuto fare le cose fatte bene, cercando di dare sempre il massimo. Son sempre stata una testona che ha voluto farcela da sé».

"C'è chi sogna una vittoria e chi rimane sveglio per ottenerla" hai scritto su un tuo profilo social: per cosa sei sveglia ora?
«Beh, in questo preciso momento sono sveglia per conseguire la maturità. Studio al liceo scientifico Berard, quindi in questo momento mi manca quello. Finita la maturità penserò al Politecnico di Torino però vedrò come fare. L'anno prossimo la priorità sarà lo sport e quindi l'Università sarà al secondo posto».

Cos'è un limite Carlotta?
«Un limite è uno stimolo. Un punto da cui partire sapendo di doverlo superare per andare oltre».

Quale senti di dover superare?
«Nello sci sicuramente migliorare la mia sciata. Ho ancora tanto da imparare e voglio sicuramente migliorarmi in questo. Nella vita quello di ascoltare un po' di più gli altri e non fare sempre di testa mia».

Cosa hai sacrificato allo sport?
«Diciamo che nella mia vita ho fatto tanti sacrifici, io come la mia famiglia. Sono un'adolescente, per cui tante volte il sacrificio ha significato rinunciare alle uscite con gli amici e tutto quello che comporta l'adolescenza. Non l'ho tanto vissuta, però secondo me fa parte di una scelta di vita e io, questa scelta, l'ho fatta senza rimpianti. Il divertimento l'ho comunque trovato in modo diverso nel mio mondo, quindi più che sacrificio io lo vedrei come un'alternativa e sono felice di averla avuta».

Cosa diresti ai ragazzi che, come te, vogliono intraprendere una carriera sportiva?
«Cercare di dare sempre il massimo e non arrendersi alle prime criticità. Lo sport è fatto di tante difficoltà, di momenti da superare in cui bisogna essere forti perché la soddisfazione di raggiungere i tuoi obbiettivi ti ripaga di tutto quello che hai dovuto sopportare».

Un desiderio?
«Fare una stagione come l'ha fatta la Goggia quest'anno. Vincere un'Olimpiade o una Coppa del mondo».

A chi vanno i tuoi "grazie"?
«I miei grazie vanno innanzitutto alla mia famiglia, che mi sostiene da sempre. Vanno ai miei allenatori dello Sci Club e del Comitato, al mio preparatore atletico e ai miei professori che  cercano di aiutarmi in qualche modo e sono pazienti durante i mesi che io sono via».

A Carlotta cosa ringrazi?
«Di essere testona e di riuscire a non mollare. Di credere in me stessa».

 

Adriana Guzzi

 

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