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Casinò, il Savt fuori dal tavolo delle trattative sul contratto nazionale

  • Pubblicato: Mercoledì, 27 Giugno 2018 16:55
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Convocate da Federgioco solo le OO.SS. presenti in tutte le 4 case da gioco. Il sindacato valdostano: "proprietà intervenga"

CasinoAOSTA. Il Savt è stato estromesso dal tavolo delle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale dei lavoratori dei quattro Casinò italiani. Lo denuncia «con forza» una nota del sindacato valdostano alla luce della decisione di Federgioco di convocare esclusivamente le organizzazioni sindacali «maggiormente rappresentative a livello nazionale e presenti in tutte e quattro le Case da Gioco» sia all'incontro già fissato per l'11 luglio sia a tutte le successive riunioni ancora da inserire in agenda.

La comunicazione di Federgioco spiega che «la decisione è stata adottata a seguito delle richieste di partecipazione pervenute anche da altre Organizzazioni Sindacali, non rappresentate a livello nazionale e presenti unicamente in una Casa da Gioco».

«Si rimane letteralmente sconcertati dalla comunicazione ricevuta», affermano dal Savt il segretario di categoria Alessandro Parella e i segretari regionale e generale Claudio Albertinelli e Guido Corniolo. Così facendo, dicono, si toglie «di fatto dal tavolo il sindacato maggiormente rappresentativo del casinò di Saint Vincent».

Il sindacato valdostano era stato convocato da Federgioco alla riunione dello scorso 30 maggio in cui si è appunto iniziato a dialogare di un possibile Ccnl. «E' difficile capire cosa sia cambiato in così poco tempo. Probabilmente - sostengono Parella, Albertinelli e Corniolo - a qualcuno non è piaciuta la posizione critica assunta».

Il Savt chiede ora «che i rappresentanti della proprietà, oltre che le altre sigle sindacali, intervengano affinchè la Federgioco torni immediatamente indietro sulla decisione presa, altrimenti - avvertono - ci vedremo obbligati a tutelarci nelle sedi opportune. Sarebbe di una gravità enorme togliere la voce ad una parte importante dei lavoratori coinvolti, magari per portarli a subire decisioni prese ed avvallate in sedi che nulla hanno a che fare con la realtà lavorativa di Saint-Vincent».



Clara Rossi

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