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Il tetano: malattia infettiva pericolosa da non sottovalutare

  • Pubblicato: Giovedì, 05 Aprile 2018 11:12

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Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa diffusa in tutto il mondo. La regione Valle d'Aosta, come tutte le regioni italiane, non è immune da questa terribile malattia. Il rischio d'infezione aumenta nelle stagioni calde (primavera ed estate) a causa del maggior numero di traumi durante le attività di giardinaggio, le passeggiate all'aperto, le attività sportive, gli incidenti in moto e in bicicletta, ecc. Rimane a tutt'oggi una malattia con un tasso di mortalità elevatissimo. Attualmente il tetano colpisce soprattutto persone anziane, donne oltre i 64 anni di età, non vaccinate o vaccinate in maniera inadeguata e tutti i soggetti non vaccinati. Il caso mortale di tetano in Valle d'Aosta nel 2014 che ha colpito una donna anziana ne è la testimonianza.

L'incidenza della malattia dal 1968 è diminuita grazie all'obbligo della vaccinazione come anche la mortalità, che è passata dal 64% al 40%, grazie al miglioramento del trattamento. Ogni anno in Italia si ammalano ancora di tetano un centinaio di persone adulte non vaccinate e una parte di queste muore a causa della malattia. L'infezione tetanica si contrae da contaminazione ambientale e non è contagiosa, pertanto l'immunizzazione passiva non esiste e i bambini non vaccinati non beneficiano dell'immunità di gregge offerta dagli altri bambini vaccinati.

tetano

Che cosa è il tetano?
Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dalla tossina (veleno) prodotta da un batterio, il Clostridium tetani.  Il batterio è normalmente presente nell'intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell'intestino umano, dove vive e si moltiplica senza provocare alcun danno. Eliminato con le feci, una volta esposto all'ambiente esterno incontra condizioni sfavorevoli alla crescita. Per sopravvivere il Clostridium tetani si trasforma in spore, strutture resistenti ad alte temperature, a disinfettanti e ad altre condizioni sfavorevoli, ed in questa forma sopravvive per anni.

Come ci si ammala di tetano?
Le spore di Clostridio tetani sono normalmente presenti nel terreno; non a caso le persone maggiormente esposte a rischio d'infezione sono i lavoratori delle zone rurali. Per fortuna, nonostante la concentrazione di spore nel terreno sia elevata, l'infezione da tetano non è frequente. La spora penetra nell'organismo attaverso ferite profonde e poco sanguinanti e una volta nel sangue possono verificarsi due condizioni: il sistema immunitario attcca la spora e la distrugge, oppure rimane nel punto d'ingresso. In questo caso, se si creano la condizione adatte, la spora si trasforma nella forma vegetativa e produce la tossina. Quest'ultima, attaverso il
sangue, raggiunge il sistema nervoso centrale e i muscoli causando la paralisi. Se sono interessati i muscoli respiratori può sopraggiungere la morte.

Il meccanismo d'azione consiste nel blocco del rilascio, da parte della neurotossina, dei neurotrasmettitori inibitori dell'impulso nervoso che arriva ai muscoli, con aumento della concentrazione di quelli eccitatori. L'effetto è la contrazione spastica e incontrollata dei muscoli fino alla paralisi.

Quali sono i fattori che aumentano il rischio d'infezione?
Nonostante le spore del clostirium tetani siano diffuse nell'ambiente, il tetano è una malattia rara, ma alcune condizioni ne favoriscono il contagio:
- ferite profonde anche se piccole provocate da oggetti appuntiti (spine, chiodi, spine di rovi e rose, ferite d'arma da fuoco) poco sanguinanti;
- Lesione della cute e delle mucose provocate da morsi di animali, cani, zecche ecc;
- Ferite lacerate contuse profonde sporche di terra non disinfettte e non protettte, esposte al contatto con l'ambiente esterno;
- Lesioni multipl nel soggetto politraumatizzato.

Come si manifesta il tetano?
Il periodo d'incubazione (tempo tra l'infezione e la comparsa dei sintomi) varia da tre a ventuno giorni. I primi sintomi sono aspecificii e sono caratterizzati da irritabilità e mal di testa. Il primo segno specifio del tetano è il trisma, ossia la contrazione dei muscoli della mandibola con difficoltà a ingerire. A questo seguono
contrazione dei muscoli del volto con corrugamento della fronte, orecchie erette, labbra stirate che conferiscono al viso un'espressione simile a quello del riso o del sorriso sarcastico. Seguono contrazione dei muscoli del collo, del tronco, del torace, dell'addome e degli altri arti che fanno assumere al soggetto un atteggiamento ad arco (Opistotono). Possono associarsi febbre elevata, sudorazione, ipertensione arteriosa o ipotensione, aritmie cardiache.

Questi sintomi e segni si manifestano nella forma generalizzata più grave della malattia gravata da una prognosi sfavorevole; la morte interviene per blocco
dei muscoli respiratori o altre complicanze. Il tetano però può presentarsi anche in forma localizzata. Il tetano locale è raro e provoca contrazioni esclusivamente dei muscoli vicini alla ferita, è piuttosto benigno ma può, seppur raramente, trasformarsi nella forma estesa a tutto il corpo. Altra forma è il tetano cefalico, vale a dire della testa, che si manifesta in caso di ferite della faccia o del cranio o in caso di otite cronica, contaminate dal Clostridium tetani. In questo caso le contrazioni interessano i soli muscoli della faccia.

Quali sono le complicanze?
Le complicanze del tetano possono essere:
- Fratture vertebrali o lacerazioni muscolari dovute agli spasmi muscolari;
- Polmonite da penetrazione di cibo nelle vie aeree per disfagia (difficoltà della deglutizione);
- Embolia polmonare dovuta alla formazione di trombi soprattutto agli arti inferiori;
- Insuffienza respiratoria acuta e arresto cardiaco per blocco dei muscoli respiratori (diaframma e muscoli della parete toracica) e aritmie cardiache.

Come si previene il tetano?
Attalmente l'unica prevenzione è la vaccinazione. In Italia la vaccinazione antietanica è obbligatoria dal 1968 per tutti i nuovi nati. Il calendario vaccinale prevede la prima dose al terzo mese di vita, la seconda al quinto mese, la terza al dodicesimo mese e una dose di richiamo effettuata a distanza di 4-5 anni dall'ultima, prima dell'inizio del ciclo scolastico primario. La durata della protezione, purtroppo, non è perenne, dura circa dieci anni, ed è per questo che si raccomanda di fare i richiami periodici. Per tale motivo sono necessari effttare in seguito richiami ogni dieci anni. Dopo l'effettuazione della dose di richiamo a circa quindici anni di età, è un buon trucco mnemonico ricordarsi di effettuare un richiamo ogni volta che la propria età fiisce per 5 (25, 35, 45 anni, etc.).

Ci sono controindicazioni alla vaccinazione?
Il vaccino antitetano è controindicato nelle persone che hanno manifestato reazioni allergiche gravi a precedenti somministrazioni dello stesso vaccino. Non deve essere somministrato inoltre in corso di febbre e nelle condizioni d'immunodefiienza, come in caso di Aids e leucemie. La gravidanza o l'allattamento non costiuiscono controindicazione alla somministrazione del vaccino.

Il vaccino antietano ha effetti collaterali?
Generalmente il vaccino antitetano è ben tollerato. Gli efftetti indesiderati segnalati in letteratura medica più frequentemente sono reazioni nel punto d'iniezione (arrossamento, gonfiore, indurimento, dolore). Le reazioni generalizzate più gravi (quali febbre altissima o reazioni allergiche come orticaria generalizzata, difficoltà respiratorie, asma e shock anafilattico) sono molto meno frequenti e sono spesso reazioni individuali legate allo stato immunitario del soggetto. Per quando riguarda invece le immunoglobuline, sono ricavate da siero umano e come tale possono essere veicoli d'infezioni virali, anche se le attuali tecniche di preparazione hanno ridotto al minimo il rischio. Va rilevato, come si diceva in precedenza, che la somministrazione d'immunoglobuline non è necessaria se il soggetto ha eseguito correttamente il ciclo vaccinale per il tetano.

Come comportarsi in caso di ferite?
Ferite anche di poca importanza possono provocare questa gravissima malatta. Le ferite minori procurate in ambiente pulito, non profonde né lacerate e non contaminate da terriccio, possono essere medicate in casa. La procedura consiste in un accurato lavaggio con acqua corrente al fine di asportare eventuale sporcizia o spore, in seguito la ferita deve essere trattta con antisettici (acqua ossigenata, Amuchina, Betadine ecc). Non è necessario ricorrere al medico poiché il rischio di tetano è quasi nullo. In caso invece di ferite profonde - come quelle da punta, (chiodi, spine ecc.), le ferite lacerate, i morsi di animali, le lesioni contaminate con terriccio o sporcizia - in soggetti non vaccinati per il tetano, è necessario rivolgersi al medico del pronto soccorso per il trattamento della ferita e per eventuale profilassi antietanica che deve essere decisa dal sanitario in conformità a criteri ben precisi. E' compito del medico del pronto soccorso decidere se eseguire o meglio consigliare la profiassi antietanica. La decisione è presa in base allo stato vaccinale del soggetto e alla gravità della ferita. Il trattmento prevede in alcuni casi sia la somministrazione di vaccino sia d'immunoglobuline (la somministrazione di antiorpi contro il tetano) per indurre una risposta immunitaria rapida.
Si possono creare diversi scenari:
- Se il soggetto non è vaccinato o non è possibile definire lo stato vaccinale, il trattamento profilattico prevede, previo consenso da parte del soggetto, la somministrazione d'immunoglobuline (antiorpi) e una prima dose di vaccino. Lo stato vaccinale si deve concludere con una dose di richiamo a distanza di un mese;
- Se il soggetto è stato vaccinato da più di dieci anni o ha eseguito una dose di richiamo di più di dieci anni si esegue una dose di richiamo di vaccino e in più si somministrano le immunoglobuline antietaniche;
- Se il soggetto è vaccinato e ha eseguito una dose di richiamo tra i cinque e i dieci anni si esegue una dose di richiamo con vaccino antietanico e non si somministrano immunoglobuline;
- Se il soggetto è vaccinato con dose di richiamo di meno di cinque anni non è previsto alcun trattamento. Solo in caso di ferite multile e in soggetto politraumatizato con rischio alto d'infezione si esegue una dose di richiamo di vaccino e non è necessario somministrare immunoglobuline.

In conclusioni qual è il messaggio da dare?
Ancora oggi Il tetano è una malattia mortale e l'unica arma disponibile è la vaccinazione. Attualmente in Italia i soggeti non immunizzati sono soprattutto le donne con un'età superiore a sessantaquatto anni e tutti coloro che pur essendo stat vaccinati non hanno eseguito i richiami. E' necessario quindi che tutti i non vaccinati provvedano a faccinarsi. In ogni caso, alle donne anziane e ai non immunizzati vittime di politrauma e ferite pericolose è molto consigliato la profiassi antietanica perché, più degli altri, sono potenzialmente a rischio di contrarre il tetano. Se la procedura è fatta correttamente e vengono rispettati i richiami ogni 10 anni, la vaccinazione garantisce un'immunizzazione totale ed evita somministrazione d'immunoglobuline che possono essere potenzialmente veicoli d'infezioni virali.

 

dott. Franco Brinato
specialista in medicina d'Emergenza Urgenza e dirigente medico della struttura complessa di Medicina d'emergenza e Pronto Soccorso

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