Valle d'Aosta, due suicidi in una settimana. Le istituzioni voltano lo sguardo altrove

Rifiutata la nostra richiesta di intervista al nuovo direttore sanitario dell'Usl

Immagine (da internet)

Ci sarebbe da urlare "Basta!", ma come è possibile parlare con persone che non si degnano di guardare negli occhi, di ascoltare le richieste di aiuto di chi soffre in questa nostra regione? Hanno cercato nel tempo di impedire ad Aostaoggi.it di scrivere del disagio dei più fragili e del disastro di questa sanità regionale. Ma noi siamo sempre qui a informare tutti voi, amici lettori. Non parlo di incompetenze, anzi sono molto competenti nel dissimulare una realtà che farebbe piangere anche il peggiore dei cinici. Ma qui, in quella che era una volta una "Isola felice", il silenzio, la "omertà" e la corsa al potere prevale su ogni legittimo bisogno di ogni cittadino. Ciò che tiene banco nei pensieri di questa "gente" sono le prossime elezioni europee. Una competizione elettorale utile per le singole forze politiche: a potersi contare, a valutare di quanto potere possono ancora esercitare. E i bisogni dei più fragili? Possono aspettare "l'anno che verrà".

Chiudo questo articolo riportando un passaggio di uno dei tanti messaggi che riceviamo sulla tematica dei suicidi. Lo ha scritto una persona "addetta ai lavori": «I singoli suicidi, dai ponti o nelle patrie galere, meriterebbero il racconto della propria storia di vita personale sulle prime pagine di ogni media e di comunicazione sociale. Se non c'è storia personale, non c'è comunità».

 

Marco Camilli

 

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