Tredici persone indagate nell'operazione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aosta e Nucleo Ecologico di Torino
Due cave di estrazione della pietra situate in bassa Valle, a Issogne, sono state poste sotto sequestro preventivo da parte del Gip di Aosta in seguito a indagini condotte dai Carabinieri per reati che vanno dall'inquinamento ambientale a violazioni della sicurezza dei lavoratori.
Gli accertamenti sono stati seguiti dal Nucleo investigativo del reparto operativo dei Carabinieri di Aosta insieme al Nucleo Operativo Ecologico di Torino. «Nello specifico - spiega l'Arma - si sarebbero rinvenute fibre di materiale pericoloso all'interno di pietrisco prodotto in una cava in territorio valdostano, nella zona della bassa valle». Le analisi di Arpa Valle d'Aosta e di Arpa Liguria «hanno portato alla emersione di un quadro indiziario da cui emergerebbe che tale materiale sarebbe stato estratto e commercializzato senza il rispetto delle norme di sicurezza, con particolare riferimento alla “pietra verde”». Le indagini, che sono ancora in corso, hanno anche riguardato una seconda cava.
Per effetto del sequestro sono state compiute anche numerose perquisizioni e altri sequestri «in oltre 90 bersagli» su tutto il territorio nazionale per bloccare la diffusione del materiale da edilizia e giardinaggio potenzialmente pericoloso.
Le persone indagate risultano tredici, tra le quali anche un dirigente regionale. Le ipotesi di reato sono di frode in commercio, inquinamento ambientale e inquinamento ambientale pericoloso, attività di gestione di rifiuti pericolosi non autorizzata e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Sono inoltre ipotizzate violazioni alla normativa sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori.
Marco Camilli
(aggiornato il 25/02/2025)