Al SerD di Aosta si fa terapia anche con i videogiochi

Il Servizio per le Dipendenze dell'Usl introduce la Video Game Therapy

Video Game TherapyAl SerD di Aosta i videogiochi diventano strumento terapeutico e di sviluppo delle capacità cognitive. La struttura ha infatti introdotto la Video Game,  metodologia che per la prima volta in Italia viene utilizzata in modo strutturato da un servizio per le dipendenze avvalendosi di un terapista VGT appositamente formato (e di un altro in corso di formazione).

«Il gioco, come dimostrato da numerosi studi, è un’attività fondamentale per lo sviluppo e il benessere degli esseri umani, contribuendo all’apprendimento, alla crescita e alla gestione dello stress», dice il direttore del SerD Gerardo Di Carlo. «Non fanno eccezione i videogiochi, nati con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali rappresentano una forma ludica multidimensionale estremamente utile per sperimentare le proprie emozioni, contribuire a costruire la propria identità e coltivare nuove relazioni».

In questo ambito i videogiochi vanno visti come «una palestra coinvolgente per la mente», dice Di Carlo. Il terapista seleziona videogiochi in base al percorso del paziente e, osservando il paziente giocare in un ambiente controllato, ne può analizzare il comportamento. Attraverso i videogiochi è possibile «attuare comportamenti senza conseguenze "reali", con la possibilità di ripetere e correggere gli errori di valutazione, provare emozioni in modo interposto e, più in generale, vivere intere modalità di esistenza per altri versi inaccessibili (coltivando anche l'empatia)».

In aggiunta il videogioco può essere uno strumento capace di facilitare il contatto tra medico e paziente e aiutare quest'ultimo ad aprirsi alla terapia.

Come spiegato dall'Usl, la Video Game Therapy è un marchio registrato ed è stata introdotta in Italia nel 2019 dal dott. Francesco Bocci. L'uso al SerD è basato su di un protocollo di intervento redatto dallo psicoterapeuta Fabio Pierini, videogame therapist, in collaborazione con il collega Marco Lazzeri e sotto la supervisione del direttore del servizio.




Clara Rossi

 

 

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